Chi è l’ “editore“?

SCOOP!!! SPOILER!!!
Fare l’editore è un lavoro!

ALTRO SCOOP!!! ALTRO SPOILER!!!
L’editore è un imprenditore!

Qualunque pensiero venga in mente riguardante il “mestiere dell’editore”, consideriamo sempre questi due punti.

Giocando, ma non troppo, preferiamo elencare la lista di ciò che un editore NON è (di solito):
un asceta: l’editore si nutre, vive in un contesto civilizzato (sic!) e ha bisogno di denaro per vivere e far vivere e prosperare la propria impresa
un esteta: l’editore pubblica i libri che gli piacciono, ma soprattutto quelli che pensa possa vendere. Non pubblica i libri solo “perché sono belli“. Se lo facesse sempre, chiuderebbe in brevissimo tempo e non sarebbe più un editore, né un imprenditore.
uno “che non capisce la mia grandezza”: l’editore riceve decine di testi, certo può commettere errori, ma con tutto quello che legge, in generale, sa capire se un’opera è pubblicabile e vendibile oppure no. Se rifiuta, di solito, lo fa con cognizione di causa.
uno che “ruba” all’autore: l’editore (quello onesto) si assume tutti i rischi e i costi di pubblicazione e promozione del libro. In più è un imprenditore, quindi ha dipendenti, un’azienda e se stesso da portare avanti, deve guadagnare da quello che pubblica, altrimenti chiuderebbe e non sarebbe più un editore, né un imprenditore.
uno che “cerca di ostacolare la mia carriera di scrittore”: l’editore non è scemo (di solito), se un autore cresce, farà crescere anche la propria casa editrice. Ha tutti gli interessi a curare lo sviluppo dello scrittore. Se non lo fa sono due le motivazioni: o non è un bravo editore o lo scrittore forse non merita.

Ora che sappiamo cosa NON è, proviamo a dire ciò che è.

Lo abbiamo già presentato all’inizio: l’editore è un imprenditore, quindi è qualcuno che investe i propri soldi nella propria azienda, piccola o grande a piacere.
Come per tutte le aziende, sceglie una linea di business (nel suo caso una linea editoriale) e quindi potrebbe scegliere di essere un editore generalista che pubblica tutti i generi oppure di nicchia, di sola saggistica, di poesie, etc…
Può decidere di avere le competenze in casa o appoggiarsi a professionisti esterni per realizzare i libri.
Può scegliere di distribuirli nelle librerie di brand o indipendenti o online.
Decide il piano promozionale dei propri titoli, sceglierà quelli su cui investire maggiormente e quelli da contorno, avrà una sua idea e approccio agli esordienti o alla letteratura straniera.
Insomma, fa le scelte che ritiene più consone alla propria organizzazione e alla propria linea editoriale.

Ovviamente, come in tutte le imprese, ci sono imprenditori bravi e meno bravi, onesti e disonesti, non sempre un grande nome è indice di qualità, così come non è detto che una piccola casa editrice indipendente non sia in grado di offrire al mercato perle di libri e fior di scrittori.

Esiste solo un modo per capire una casa editrice: leggere. Leggendo i libri di quella azienda si può capirne la linea editoriale, lo stile, l’approccio al mercato e si capirà se quei libri fanno per noi lettori oppure per noi scrittori.

E voi, quale casa editrice amate particolarmente? Quale non vi convince?